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| Uragano Katrina |
Dormito bene? Io no, insomma, ho sempre qualche spiffero che mi trapassa il cranio durante il sonno; sapete, di quei pensieri un po' preoccupanti, ma che ti sanno eccitare!
Ho pensato di dare corpo a questa carta d'imbarco per una nuova vita (mia e vostra spero) dedicando a scadenza più o meno fisse una pagina per ogni passo da compiere, una sorta di breviario con le prescrizioni che sto adottando per facilitare l'evolversi della "zona morta" in cui da tempo annaspo serenamente, ma...
OCCHIO: NON SONO UN MOTIVATORE, NON FARCIRO' LE MIE PAROLE CON LA RETORICA DI CHI INSEGNA A VINCERE, PERCHE' NON CI SONO MANUALI PER UN SUCCESSO GENUINO, SOLO IDEE E LAVORO, LASCIO A VOI SUDORE E SANGUE.
Allora eccoci qui:
Il primissimo passo da compiere per ogni cambiamento è accorgersi che il cambiamento esiste ed è essenziale; non voglio stemperare queste parole in qualche aforisma zen o darvi l'impressione di essere un tipo che pasteggia a pane e filosofia... scherziamo?!? Come a tutti anche a me piace la placida tranquillità dell'abitudine, mi fa sentire protetto, come se nulla di straordinario, nel bene o nel male, possa capitarmi e questa è un po' la prigione in cui spesso ci confiniamo senza troppe scuse! Vi ricordate il monologo di V dal film "V for Vendetta"? Esprime esattamente il senso dell'accondiscendenza comune, dell'appiattirsi ai nostri compiti piuttosto che reinventarli ed io, da quasi un anno, mi trovo in questo limbo ammutolito di cui l'unico a doversi preoccupare sono io perché il vero disagio è mio e non della situazione in sé.
Quante volte quella odiosa vocina interiore vi ha sussurrato tra l'amorevole e il minaccioso: "Ma che cazz stiamo facendo qui"?, magari con un accento barese, la mia è così; in ogni caso quante volte vi siete sentiti colpevoli per qualcosa che non state affrontando nel modo giusto, magari rimandando sempre a domani quella scelta importante. Tra l'altro lo sapete che alcuni giorni fa un tizio mi ha raccontato dei suoi problemi con la ragazza, nulla di nuovo, ma l'assurdo è stato: "Prima o poi la lascerò!"
Come come come... "prima o poi la lascerò!", ma Santiddio non stiamo parlando di quando butterai il sacchetto della monnezza o di quando farai la cernita tra le melanzane buone e quelle andate a male! Insomma, le scelte importanti spesso vengono sottovalutate semplicemente perché sono "ordinarie", fanno parte del nostro vivere comune e automaticamente diventano cosucce di poco conto!
A questo punto amici picchiatelli qualcuno avrà l'impressione di sentirsi chiamato in causa! Splendido, è di questo che ho bisogno: Gente che senta di aver toccato il fondo, bucato il fondo e finita un paio di metri sotto, giusto due o tre, non di più!
Abbiamo bisogno di unirci, di raccontarci della nostra mediocrità di cui siamo profondamente stanchi e di rialzarci tutti insieme, come un branco di beoni in cui uno fa spalla all'altro e Dio solo sa quanto ci faccia bene, in climi diffidenti e arroganti, tenerci tutti maldestramente un po' su!
"Il modo migliore per predire il futuro è inventarlo"
Alan Kay (informatico statunitense)

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