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lunedì 5 novembre 2012

Chi sono non vuol dire "mi presento"

Prima di cominciare è doveroso presentarsi... non credo sia propriamente corretto, ma la nostra cultura impone di rassicurare chi abbiamo davanti riguardo le nostre intenzioni; tutto sommato potrei essere chiunque e scrivere qualunque genere di nefandezze offendendo questo o quel partito, pensiero, condotta... Avete notato come oggi siamo tutti più suscettibili? I vecchi ci raccontano storie da brivido, piene di privazioni e iniquità eppure sono stati felici, hanno sorriso, hanno realizzato il mondo in cui oggi ci muoviamo noi senza badare al politically correct che, a meno che non fosse qualcosa da mangiare, non interessava nessuno!
Smiling as a style
Lasciamo stare!
D'accordo mi presento: Mi chiamo Federico e non mi piace iniziare con una specie di curriculum. La vera domanda è "chi sono" e a questa qui non so rispondere! Non lo dico per riproporre l'inflazionato bisogno di autoanalisi o per sputarvi addosso i soliti "inconscio","Freud","ego", quelle parole che amiamo adoperare quando circostanziamo un discorso rivolto al sé interiore, bene, nessun giro di giostra che non serva a nulla: Non so chi sono perché non me lo sono mai chiesto davvero. E' facile scaricare la colpa sugli altri, sul mondo, certo, siamo tutte vittime della società in fondo no?!? Il problema è accorgersi che la persona che sei non dipende dal registro linguistico che adotti in questa o quella circostanza, né dal tuo lavoro, né dal tuo partito; certo, questi sono tutti ottimi indizi, ma utili come è utile sapere che l'assassino è stato Mr.Green con la corda nel salotto. Gente, coraggio, che diavolo significa porsi questa domanda? Siamo ciò che facciamo, ciò che mangiamo o che altro? Io penso di essere gli obiettivi che mi pongo! Se il mio obiettivo fosse spararmi otto ore di tv tutti i giorni zam!!! Divento un teledipendente! Se il mio obiettivo fosse diventare un giornalista di viaggio zam!!! Diventerei un disoccupato, ma questo è un altro discorso! Credo fermamente che l'esperienza e le proprie aspettative dicano di noi più di qualunque altra cosa e forse abbiamo paura di porci quella domanda perché non stiamo vivendo la realtà come lo vorremmo o semplicemente perché abbiamo troppo tempo per pensarci!
Devo essere l'unico maschio sessualmente attivo e con carenza d'affetto gabbato da una donna insicura e in carriera! Tra parentesi: Le donne in carriera sanno stupirti con il loro piglio deciso, ma tempo un secondo e viene fuori il vero casino: Essere donna ed essere in carriera è un binomio estremamente stressante e Dio sa quanto mi dispiaccia per loro.

Skadoosh

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