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martedì 13 novembre 2012

Buona notte

Arrivi a sera stanco e forse non sai il perché; quel ritardo della metro, fare orecchie da mercanti, il continuo andare avanti e il non voltarsi mai indietro
 e allora buona notte a te, al tuo silenzio fatto a spicchi e alle fette d'ironia, buona notte alle pantofole consunte e alla pizza da portar via, all'incenso spento, al cuore ben riposto 'che forse non ti sento e quello è il suo posto.


Buona notte al giorno che questa sera ti saluta, a quel domani un po' incerto in una vita che va vissuta.
Buona notte al vestitino e al fiore in bottiglia, a quel cielo vuoto di stelle e al tuo profumo di vaniglia.
Buona notte ai tuoi pensieri per me così distanti, non sempre li ho capiti come fanno due amanti.
Buona notte al nostro mare e quell'isola deserta, buona notte alla luna e ad una porta che resta aperta.
Buona notte a chi scrive qualche rima un po' forzata, l'intento era buono, ma ne è uscita una cazzata.

Perché ciò che conta non sono le parole, è il mio sentirti viva come qualcosa che finisce con "ole", stavo pensando a sole...

B.N.

Del dicho al hecho, hay mucho trecho

Buongiorno a tutti amici piacchiatelli...

Manca poco alla partenza, sono emozionato? Enormemente! Ho trovato l'interessantissima possibilità di cooperare in un progetto europeo SVE con alcuni assistenti tedeschi, spero la mia candidatura venga accolta! Nel caso non lo fosse procederò come ho sempre pensato: Hard Work e rompere le balle alle persone giuste!

Questo è il binomio vincente per ogni successo, almeno io la penso così!
Il mio sogno è quello di poter raccontare le attività svolte nel kindergarten berlinese; viviamo in un'epoca di totale sfiducia nel confronto degli altri che si prospettano spesso più come ostacoli che come risorse, la possibilità di esprimere il lavoro volontario e di raccontarne le sfumature, le emozioni umane che lo  alimentano è per me un altissimo obiettivo! Sono incredibilmente entusiasta di questa opportunità, ma

del dicho al hecho, hay mucho trecho

Credo che l'unica lezione che questi mesi mi abbiano davvero insegnato è che l'hecho è sempre, costantemente più importante del dicho e Dio sa quanto hecho devo hacer per ottenere quel che dicho e finalmente sto hacendo un sacco!

Statemi bene suonati!

Skadoosh

lunedì 12 novembre 2012

Check list: Affrontare l'Uragano

Buona sera amici piacchiatelli, come state?

Nelle precedenti puntate abbiamo discusso dell'importanza di accorgersi del cambiamento. Questo è sicuramente il primo passo, non abbiate paura nel caso foste nel panico! Cambiare richiede sempre una dedizione enorme e una dose di fiducia in se stessi fuori dal comune; quindi se avvertite quel fastidioso prurito intimo che parte da non si sa bene quale distretto della vostra consapevolezza e si estende ovunque siate gaudenti! E' normale temere ciò che non si conosce...

Non perdiamoci in chiacchiere! Il secondo passo del nostro prontuario è: INFORMARSI che equivale ad affrontare l'uragano. Qualunque sia il cambiamento in atto dentro di voi, per quanto possa scuotere le vostre nerborute radici, una volta accettato il fatto che un'inversione ad U è inevitabile, bisogna aprire gli occhi su un'amara verità: Le opportunità non piovono mai dal cielo e senza un minimo sacrificio (in slang = sbattone) non si arriva da nessuna parte. Sto attraversando una fase di enorme tensione verso le novità, ma anche timore nell'affrontare la realtà che prevede ore incollati ad agenzie del lavoro, uffici collocamento e bandi di ogni sorta, sempre vigili, ma al tempo stesso preoccupati: Che diamine sto facendo? E' una domanda che continua a martellarmi nonostante la mia convinzione a mollare gli ormeggi! Voi che state facendo per affrontare il secondo ostacolo della vostra nuova vita? Come riuscite a mettere da parte l'ansia e informarvi serenamente sulle eventuali opportunità che il futuro ci offre?

Sentite, sono esausto, è stata una giornata di quelle che proprio proprio mamma mia oddio cielo che cazz... e via discorrendo, quindi prendo congedo!

Skadoosh a tutti voi!

martedì 6 novembre 2012

HONOLULU BABY, WHERE DID YOU GET THAT STYLE?

Mentre qui giochiamo a dadi per sapere se l'ei fu Primo Ministro tornerà alla ribalta con una candidatura alla Houdini (chi verrà messo in catene è ancora da decidere!) e non sprechiamo più il nostro stupore per tagli e iniquità routinarie, i nostri amici d'oltreoceano si preparano alla notizia da Front Page che tutto il mondo attende: Detroit o Honolulu? In altre parole la tenacia spocchiosa della General Motors o il saluto flautato del Re  Kamehameha I ? 

Perché è di questo che stiamo parlando, non solo di due uomini che si fronteggiano tra comizi e fendenti dialettici infarciti di promesse, ma anche, se non di più, di due retaggi culturali differenti pronti ad un face off, di due prospettive di amministrazione discrepanti in grado di iniettare o succhiare linfa all'America e a tutti gli Hansel e Gretel che ne raccolgono le briciole.

Oggi, nel giorno del giudizio, Romney terrà l'ennesima campagna elettorale-salvagente a Pittsburgh e a Cleveland, i distretti elettorali in cui aleggia la maggior indecisione, ma sostanzialmente il dado è tratto: 
Il sondaggio finale del Washington Post/ABC News da all'uomo del "yes we can" il 50% delle preferenze elettorali, mentre al contendente un 47%stabile. Inoltre buona parte dell'elettorato bianco ha aumentato la propria preferenza per Obama nelle ultime ore, mentre nei giorni scorsi la pendenza in favore di Romney sembrava definitiva. La gestione dell'emergenza causata dall'uragano Sandy e la vicinanza nei confronti degli "indipendenti" fornisce all'attuale Presidente un'attenzione più sensibile da parte degli elettori rendendo quel 50% ancora più emozionante, anche se saranno comunque i numeri a dettare legge.

Obama è fiducioso, si batte per l'America dell'uguaglianza, quell'America che lo aveva scelto nel 2008 come leader di un cambiamento epocale che, forse in maniera meno teatrale del previsto e con qualche acciacco, ha comunque suonato il campanello nel corso di questi anni.
Romney è agguerrito, dall'alto della balaustra lancia un messaggio a quell'America ingrigita dai debiti e dai figli morti in guerra, un messaggio di speranza nello spirito di uno di Detroit: "L'America tornerà a ruggire".

Honolulu o Detroit? Forse una ricerca più approfondita non guasterebbe! Sapete cosa significa il termine "Honolulu"? Significa "Baia protetta, riparata", mentre Detroit, fondata da coloni francesi, affonda la sua origine semantica nel termine "détroit" che potremmo tradurre con "stretto, gola". 
Obama o Romney?
Forse in tempi come questi l'uomo della baia sicura ha più da offrire di quello della strettoia, forse in tempi come questi noi e non solo gli americani abbiamo bisogno di una baia sicura.

Gobama

Check list: Prepararsi all'uragano

Buongiorno squinternati di ogni dove,
Uragano Katrina

Dormito bene? Io no, insomma, ho sempre qualche spiffero che mi trapassa il cranio durante il sonno; sapete, di quei pensieri un po' preoccupanti, ma che ti sanno eccitare! 

Ho pensato di dare corpo a questa carta d'imbarco per una nuova vita (mia e vostra spero) dedicando a scadenza più o meno fisse una pagina per ogni passo da compiere, una sorta di breviario con le prescrizioni che sto adottando per facilitare l'evolversi della "zona morta" in cui da tempo annaspo serenamente, ma...

OCCHIO: NON SONO UN MOTIVATORE, NON FARCIRO' LE MIE PAROLE CON LA RETORICA DI CHI INSEGNA A VINCERE, PERCHE' NON CI SONO MANUALI PER UN SUCCESSO GENUINO, SOLO IDEE E LAVORO, LASCIO A VOI SUDORE E SANGUE.

Allora eccoci qui:
Il primissimo passo da compiere per ogni cambiamento è accorgersi che il cambiamento esiste ed è essenziale; non voglio stemperare queste parole in qualche aforisma zen o darvi l'impressione di essere un tipo che pasteggia a pane e filosofia... scherziamo?!? Come a tutti anche a me piace la placida tranquillità dell'abitudine, mi fa sentire protetto, come se nulla di straordinario, nel bene o nel male, possa capitarmi e questa è un po' la prigione in cui spesso ci confiniamo senza troppe scuse! Vi ricordate il monologo di V dal film "V for Vendetta"? Esprime esattamente il senso dell'accondiscendenza comune, dell'appiattirsi ai nostri compiti piuttosto che reinventarli ed io, da quasi un anno, mi trovo in questo limbo ammutolito di cui l'unico a doversi preoccupare sono io perché il vero disagio è mio e non della situazione in sé.

Quante volte quella odiosa vocina interiore vi ha sussurrato tra l'amorevole e il minaccioso: "Ma che cazz stiamo facendo qui"?, magari con un accento barese, la mia è così; in ogni caso quante volte vi siete sentiti colpevoli per qualcosa che non state affrontando nel modo giusto, magari rimandando sempre a domani quella scelta importante. Tra l'altro lo sapete che alcuni giorni fa un tizio mi ha raccontato dei suoi problemi con la ragazza, nulla di nuovo, ma l'assurdo è stato: "Prima o poi la lascerò!"
Come come come... "prima o poi la lascerò!", ma Santiddio non stiamo parlando di quando butterai il sacchetto della monnezza o di quando farai la cernita tra le melanzane buone e quelle andate a male! Insomma, le scelte importanti spesso vengono sottovalutate semplicemente perché sono "ordinarie", fanno parte del nostro vivere comune e automaticamente diventano cosucce di poco conto!

A questo punto amici picchiatelli qualcuno avrà l'impressione di sentirsi chiamato in causa! Splendido, è di questo che ho bisogno: Gente che senta di aver toccato il fondo, bucato il fondo e finita un paio di metri sotto, giusto due o tre, non di più! 
Abbiamo bisogno di unirci, di raccontarci della nostra mediocrità di cui siamo profondamente stanchi e di rialzarci tutti insieme, come un branco di beoni in cui uno fa spalla all'altro e Dio solo sa quanto ci faccia bene, in climi diffidenti e arroganti, tenerci tutti maldestramente un po' su!

"Il modo migliore per predire il futuro è inventarlo"

Alan Kay (informatico statunitense)

lunedì 5 novembre 2012

Chi sono non vuol dire "mi presento"

Prima di cominciare è doveroso presentarsi... non credo sia propriamente corretto, ma la nostra cultura impone di rassicurare chi abbiamo davanti riguardo le nostre intenzioni; tutto sommato potrei essere chiunque e scrivere qualunque genere di nefandezze offendendo questo o quel partito, pensiero, condotta... Avete notato come oggi siamo tutti più suscettibili? I vecchi ci raccontano storie da brivido, piene di privazioni e iniquità eppure sono stati felici, hanno sorriso, hanno realizzato il mondo in cui oggi ci muoviamo noi senza badare al politically correct che, a meno che non fosse qualcosa da mangiare, non interessava nessuno!
Smiling as a style
Lasciamo stare!
D'accordo mi presento: Mi chiamo Federico e non mi piace iniziare con una specie di curriculum. La vera domanda è "chi sono" e a questa qui non so rispondere! Non lo dico per riproporre l'inflazionato bisogno di autoanalisi o per sputarvi addosso i soliti "inconscio","Freud","ego", quelle parole che amiamo adoperare quando circostanziamo un discorso rivolto al sé interiore, bene, nessun giro di giostra che non serva a nulla: Non so chi sono perché non me lo sono mai chiesto davvero. E' facile scaricare la colpa sugli altri, sul mondo, certo, siamo tutte vittime della società in fondo no?!? Il problema è accorgersi che la persona che sei non dipende dal registro linguistico che adotti in questa o quella circostanza, né dal tuo lavoro, né dal tuo partito; certo, questi sono tutti ottimi indizi, ma utili come è utile sapere che l'assassino è stato Mr.Green con la corda nel salotto. Gente, coraggio, che diavolo significa porsi questa domanda? Siamo ciò che facciamo, ciò che mangiamo o che altro? Io penso di essere gli obiettivi che mi pongo! Se il mio obiettivo fosse spararmi otto ore di tv tutti i giorni zam!!! Divento un teledipendente! Se il mio obiettivo fosse diventare un giornalista di viaggio zam!!! Diventerei un disoccupato, ma questo è un altro discorso! Credo fermamente che l'esperienza e le proprie aspettative dicano di noi più di qualunque altra cosa e forse abbiamo paura di porci quella domanda perché non stiamo vivendo la realtà come lo vorremmo o semplicemente perché abbiamo troppo tempo per pensarci!
Devo essere l'unico maschio sessualmente attivo e con carenza d'affetto gabbato da una donna insicura e in carriera! Tra parentesi: Le donne in carriera sanno stupirti con il loro piglio deciso, ma tempo un secondo e viene fuori il vero casino: Essere donna ed essere in carriera è un binomio estremamente stressante e Dio sa quanto mi dispiaccia per loro.

Skadoosh

Quando le cose non vanno che facciamo?

Buongiorno a tutti squinternati,

Questo è il mio primo scritto e a dirla tutta potrebbe benissimo essere l'ultimo! Mi trovo nella casa dei miei genitori, insomma, dovrebbe essere il posto più tranquillo del mondo, il mio ovile privato, ma è dannatamente sbagliato! Non vi sto parlando di vecchi scheletri nell'armadio che tornano a grattarmi i piedi nel sonno, vecchi incubi infantili che rimaneggiano il mio presente!No! Non ho avuto un'infanzia difficile e mio padre non ha mai adoperato la fibbia arrugginita per punire le mie malefatte... però ho quel vago sentore di essere nel posto sbagliato, di non trovarmi dove dovrei essere oggi! Vi è mai capitato qualcosa del genere? Sapete cosa vorreste fare, avete una lunga sequela di obiettivi più o meno concreti, ma ve ne state lì aspettando che Dio o chi per lui vi lanci un amo! E' drammatica questa situazione e io ci sono dentro fino al collo!
Ho perso un sacco di cose nell'ultimo anno, molte non le riavrò indietro, ma sembra che la lezione non mi sia bastata, sembra che debba cadere ancora un po' più in basso!
Voglio concludere il mio primo post con una domanda: Cosa fare? Quando tutto, ma proprio tutto, ma tutto tutto tutto va storto voi che fate? Sono curioso, coraggio, non siate timidi!

Ok, vecchia maniera:


  • Pregate/Rivolgete preghiere a una divinità benevola o malevola poco importa.
  • Cucinate torte che non mangerete sentendovi doppiamente idioti
  • Chiamate amici per consigli che tanto non ascolterete 
  • Cercate conforto nelle serie tv sperando che la vostra vita diventi d'improvviso così figa
  • Ascoltate musica, qualunque genere, anche quelle cose odiose che non vorreste mai ascoltare, ma anche loro hanno un effetto anestetico sull'ansia di iniziare un lavoro.
  • Guardate un sacco di televisione spazzatura, non ci vuole molto impegno in realtà: Basta accenderla e nove volte su dieci avete fatto bingo!
  • Leggete un blog di un tipo insano e che ha perso la speranza, magari è peggio di voi
  • Altro --> sbizzarritevi!
Alla prossima gente... Non vi prometto una ricetta per risollevarci, ma se ne avete una, anche un pezzetto, allora per l'amor del cielo inviatemela! Dio sa quanto bisogno abbiamo tutti di rialzarci in piedi e ricominciare a crederci che ogni crisi, di qualunque crisi si tratti, ha un inizio, ma anche una fine! 

Skadoosh